martedì 2 giugno 2009

27 maggio 2009: Benvenuta, Ilaria


"Il fatto che di colpo, ovviamente, si trovasse li' una persona non di un'altra citta', o di un altro paese, ma che arrivava dalla vita stessa, la semplicita' di questo fatto stava producendo in lui una chiarezza e una precisione di intenti. (...) A confortare lui venne un ricordo rapido e nitido come un fuoco d'artificio, come una stada di campagna illuminata dal sole, come un colpo improvviso sul capo. I suoi pensieri andavano assumendo strutture semplici, elementari.

Questo e' davvero tutto cio' che abbiamo, questo crescere, questa vita che ama se stessa; tutto cio' che ci e' dato ha origine qui."


Dall'ultima pagina di Bambini nel tempo di Ian McEwan (letto in ospedale nei giorni della nascita di Ilaria): Stephen assiste alla nascita di suo figlio e racconta "il miracolo della vita".

sabato 20 dicembre 2008

Regali di Natale...

Quest'anno, disobbedendo al nostro Presidente del Consiglio che ci ha invitato caldamente a fare regali, spendere e contribuire quindi nel nostro piccolo alla ripresa dalla crisi, abbiamo preso una decisione...

Niente girare frenetico e vorticoso per negozi alla ricerca dei regali, pressati dall'ansia, attanagliati dai dubbi sull'utilita del regalo che stiamo per fare e disperati nella consapevolezza del tempo che manca al Natale e della lista dei regali che non accenna a estinguersi...
Niente di tutto questo.

Quest'anno abbiamo deciso di fare da noi i nostri regali: di investire del tempo, risparmiando comunque pensando al tempo sprecato in stress e code.

Abbiamo deciso di maneggiare, tagliare, cuocere, decorare, sporcare, colorare.
Abbiamo deciso di metterci del nostro.

Ecco il frutto del nostro lavoro:





Per i piu grandi marmellate per accompagnare formaggi e carni: di zucca e zenzero, di cipolle bianche e di cipolle rosse, agrodolce con noci...

Per i piu piccoli, magliette disegnate da Irene. Entusiasta all'inizio, piuttosto provata alla sedicesima della serie, orgogliosa ogni volta che qualcuno la apre davanti a lei...


Sono regali semplici, fatti con il cuore oltre che le mani.
Il loro compito e' trasmettere ad amici e parenti affetto e vicinanza, in modo diretto e "partecipato".
Speriamo piacciano. Di certo a noi e' piaciuto farli.











domenica 26 ottobre 2008

25 ottobre - Quando il teatro racconta la guerra....

Da Guernica alle Torri gemelle, dal Kosovo alla Grande Guerra in cui “si stava in trincee che non erano posti da uomini”, dall’Afghanistan al Congo attraverso gli interessi che stanno dietro le guerre, tutte le guerre, e che non sempre sono visibili ai piu’.

Bello, molto bello lo spettacolo che ho visto ieri sera a teatro nell'ambito della Festa del Teatro.
Stupidorisiko, una geografia di guerra.
Uno spettacolo in cui per una volta “ogni riferimento a personaggi realmente esistiti o a fatti realmente accaduti e’ da ritenersi ASSOLUTAMENTE VOLONTARIO”.

Uno spettacolo pieno di numeri e informazioni annientanti. Che pero’ riesce a trattare un tema duro e forte come la guerra anche con il sorriso e comunque in modo brioso. Un solo attore, bravissimo, che passa da un periodo dall’altro della storia e che balza da un punto all’altro del mondo nel disegno del nostro mondo che fa da sfondo al monologo.

Gli episodi emblematici della guerra sono intervallati dai racconti tratti dal diario di un marine in Iraq, tratti dal blog sulla guerra in Iraq piu’ famoso degli Stati Uniti tanto che il Pentagono lo ha fatto chiudere.

Bello lo spettacolo. Assolutamente piacevole la serata (Laura, Ale, grazie della compagnia!). Ottima la cena (Al Molo 13 in via Rubens).

Ce ne fossero di serate cosi’… E stasera vediamo "Nuvole barocche". Speriamo meriti anche questo...

giovedì 2 ottobre 2008

2 ottobre- Leggere: la bellezza di ritrovare nelle parole degli altri le tue emozioni...

ieri sera ho letto un libro tutto d'un fiato. Ce l'avevo lì da prima della partenza per le vacanze. Avevo già rinnovato il prestito in biblioteca e oggi avrei dovuto restituirlo.
A volte è così: forse sono troppo concentrata sul mio vissuto per lasciare spazio alle vite e alle emozioni di chi scrive e dei personaggi di un libro, forse sono solo semplicemente troppo stanca. Ma se è vero che di solito divoro i libri, altre volte restano lì mesi e aspettano...
Ieri sera però Tre Uomini di bici di Paolo Rumiz mi guardava dall'alto della pila dei libri da riportare in biblioteca, lasciata sul tavolo del soggiorno per evitare che me ne dimenticassi travolta dalla baraonda mattutina.
E ho iniziato a leggerlo. E l'ho letto tutto, tutto d'un fiato.
Bello. Un racconto di viaggio. Un racconto di viaggio su due ruote.
Ho ritrovato molte delle nostre emozioni, dei nostri pensieri. Quello di Rumiz, Altan e del loro compagno era un viaggio molto diverso. Un viaggio verso Oriente. Verso Istanbul. Anche il ritmo rispetto al nostro viaggio era molto più intenso. Tappe da 140-160 km. Per un totale di 2000 km!
Però ci ho ritrovato tanto del nostro viaggiare. E mi sono ritrovata in queste parole con cui il buon Rumiz fa a posteriori una sorta di bilancio del viaggio:

"Oggi me ne accorgo. Quel viaggio leggero ha ordinato tutte le esperienze precedenti, dando loro un senso nuovo. Dormire ogni notte in un posto diverso mi ha regalato stabilità interiore. Ridurre a due sacche tutte le mie cose è diventato un confort impareggiabile. Andare con lentezza, anzichè caricarmi d'ansia, ha costretto una calma sconosciuta a immigrare in me. Allontanarmi dal mio mondo mi ha conciliato con me stesso, facendomi sentire a casa."

martedì 26 agosto 2008

10 agosto, giorno 10: ancora Budapest. Treno Budapest-Vienna. Auto Vienna-Milano

Ultimo giorno. Il rientro, ma prima di rimetterci in viaggio ci concediamo ancora qualche ora a Budapest.

Scopriamo che non ci sono piu' posti per le bici sul treno diretto per Vienna (abbiamo chiamato tantissime volte all'ufficio informazioni ma non avevano pensato di dirci che ci potesse essere questo rischio). Ci trovano un'alternativa: cambio a Gyor. Fare su e giu' dai treni con bici, bimbi e annessi e connessi non e' proprio una passeggiata, anche perche' avremo solo un quarto d'ora, ma non abbiamo alternative.

In meno di quattro ore facciamo la strada che abbiamo conquistato chilometro dopo chilometro in una settimana. E' strano. Per alcuni passaggi la ferrovia corre lungo la ciclabile che abbiamo percorso. Riconosciamo dei tratti. Ormai i paesaggi della campagna ungherese, slovacca, austriaca ci sono incredibilmente familiari.

Arrivati. Ancora Vienna. Dalla stazione raggiungiamo (un po' a fatica visto che abbiamo una bici in meno!) il parcheggio. Ritroviamo la nostra macchina. Sono le 5. Ripartiamo. Ci aspettano ancora 1000 km. In auto, questa volta.


E' stata una vacanza eccezionale. Il ritmo lento del viaggio in bicicletta consente di recuperare una nuova dimensione. Un viaggio in bibicletta consente di guardare e non solo di vedere. Consente di cogliere i dettagli, scoprire le piccole cose. Viaggiando in bicicletta sei padrone del tuo tempo. Un viaggio in cui quello che conta è il viaggio stesso e non la destinazione.

Viaggiare in bicicletta con i bambini consente di vivere insieme il viaggio in modo pieno, totale. Ore insieme, vicini. Il più delle volte "a portata di bacio".

A osservare. A indicare. A cantare. A raccontare.

In mezzo alla campagna. Pedalando tra i campi di girasole. Tra i campi di mais.

Ogni giorno una scoperta. Dietro ogni curva poteva esserci una sorpresa, qualcosa di nuovo, di inatteso.

Quanti animali abbiamo visto: cicogne e farfalle, mucche e cavalli, lumache e gattini, anatre e oche. Quanti discorsi abbiamo fatto. Quanti ricordi da portare a casa.

"E le mie gambe han camminato tanto. E la mia faccia ha preso tanto vento. E coi miei occhi ho visto tanta vita. E le mie orecchie tanta ne han sentita. E le mie mani hanno applaudito il mondo..."

Lorenzo Jovanotti - Dove ho visto te.

9 agosto, giorno 9: Szentendre - Budapest in treno. Visita di Budapest in bici

Ci svegliamo sotto la pioggia battente. Avevamo gia' una mezza idea di prendere il treno per coprire i 19 km fino a Budapest ma il tempo impietoso non ci avrebbe dato comunque altra scelta. Raggiungiamo la stazione di Szentendre in bici sotto la pioggia ma siamo felici all'idea che in meno di mezz'ora saremo finalmente a destinazione. Dopo oltre 400 km.





Il treno ci lascia quasi in centro, lungo il Danubio, praticamente di fronte all'imponente Parlamento.

Continua a piovigginare ma lo spettacolo della citta' e' davvero unico.
Troviamo un comodissimo appartamento in pieno centro, lasciamo i bagagli e partiamo alla scoperta di Buda, la citta' vecchia. In bici, naturalmente.




La salita per raggiungere la fortezza e' l'ultimo frammento di fatica che si aggiunge a quanto abbiamo fatto ma la cittadella e' davvero suggestiva, cosi' come la vista della citta' che si gode da lassu'.




Lorenzo si riaddormenta tornando verso Pest. Decidiamo di tornare in appartamento per far riposare un po' i bambini. Lasciamo le bici legate davanti al portone, anche se potremmo portarle su sul balcone. Ma e' solo per un'oretta. Quando riusciamo ce n'e' solo una. Hanno tagliato il cavo, rubato quella di ermis e le hanno slegate entrambe. Probabilmente l'idea del ladro era quella di tornare a brevissimo a prendere anche l'altra. Amarezza, nervosismo, un po' di rabbia. Cavolo, gliel'abbiamo portata dall'Italia, ci abbiamo fatto 400 km per portarla qui... a farcela rubare.



Guardiamo il lato positivo, proviamoci. Meglio ora che a Vienna. Ormai il viaggio in bici volge al termine. E poi Ermis voleva cambiare bici...

Tanto ormai e' successo. Non riusciranno a rovinarci questa vacanza memorabile...

8 agosto, giorno 8: Eszergom - Szentendre. Km percorsi in bici: 31. Km percorsi in treno: 30. Due traversate del Danubio via fiume

Leggendo i diari di viaggio di chi ci aveva preceduto e studiando la guida ci eravamo convinti da tempo che sarebbe stato opportuno limitare solo ad alcuni piccoli tratti l'ultima tappa del viaggio per quanto riguarda le bici. Pare che la strada non sia delle migliori: non ciclabile e neanche strade di campagna ma una statale trafficata. Avevamo deciso che avremmo preso un bel battello da Eszergom con destinazione Szentendre e che poi da li' avremmo raggiunto Budapest in bici.

La realta' si e' rivelata un po' diversa, purtroppo.. Meta' mattinata passa cercando di capire dove parte il battello e quando finalmente individuiamo il posto giusto e dopo aver aspettato per un bel po' scopriamo che in realta' e' operativo solo il sabato e la domenica. Ricorderemo questa mattinata per la maleducazione dell'addetto della societa' dei trasporti su fiume. Un solo ungherese estremamente scortese non puo' ovviamente minare il ricordo di tanti sorrisi e la gentilezza e la disponibilita' che abbiamo incontrato in quei giorni.

Superiamo lo sconforto e cerchiamo di abituarci al nuovo programma: ci aspettano ancora decine di km sulle due ruote. In realta' le cartine della nostra fantastica guida ci fanno scoprire che passando sul fronte slovacco c'e' la ferrovia che puo' farci saltare un bel pezzo. Raggiungiamo il primo punto utile per l'attraversamento del fiume che avviene con una sorta di chiatta che "fa la spola" tra le due sponde, portando auto e persone. Siamo ancora sfortunati e vediamo la barca partire. Ne avremo ancora per un'oretta, in attesa del suo ritorno.




Passiamo il tempo giocando a memory e guardando con un misto di tenerezza e ammirazione due fidanzati francesi che... sono messi peggio di noi! Sulle bici portano non solo i bagagli, con tenda e sacchi a pelo ma anche... una chitarra! Ci hanno fatto sorridere, anche perche' hanno ingannato l'attesa cucinandosi e mangiando un risotto liofilizzato grazie al loro fornellino da campeggio. Mitici!

Passaggio in treno che in mezz'ora ci fa macinare 30 km. Incredibile come tutto, anche le distanze, possano essere relative! Bellissimi i paesaggi. Siamo lungo la famosa Ansa del Danubio e gli scorci sono davvero memorabili.

Ancora un passaggio in barca per attraversare di nuovo il fiume, raggiungendo la Szentendrei Sziget, una verdissima isola al centro del Danubio. Grazie ad un ponte ci evitiamo l'ennesimo passaggio fluviale per tornare sulla terra ferma. Pedaliamo per un bel pezzo ancora lungo il fiume in uno dei passaggi piu' piacevoli. Pedalando pedalando ci imbattiamo nell'ennesima piscina/centro termale. Il richiamo come sempre e' fortissimo. Senza molti tentennamenti decidiamo di abbandonare l'idea di arrivare a Budapest in serata e di fermarci.

Ancora tuffi, scivolate e relax. D'altronde... siamo in vacanza!


Serata piacevole a Szentendre, cittadina davvero carina. Nella piazza principale dove ceniamo c'e' l'opera. Irene e Lorenzo apprezzano, seduti per terra ascoltano un po' rapiti... Incontriamo anche in quest'ultima tappa prima di Budapest una coppia di Milano che abbiamo incontrato praticamente ogni sera. Siamo partiti lo stesso giorno. Ci fermiamo negli stessi posti. In ritmo e' un po'diverso: loro arrivano con calma nel primo pomeriggio e quando noi arriviamo qualche ora dopo si sono gia' riposati, hanno fatto una doccia e stanno per cenare...
Nonostante questo ci dicono che siamo "eroici" e ci fanno i complimenti. Non e' male, detto da chi e' alla sua quinta "ciclovacanza" e si e' girato mezza Europa su due ruote.
In effetti in questo viaggio abbiamo incontrato e ricontrato piu' volte molte coppie di ciclisti e molti gruppi: i due milanesi, un gruppo di svizzeri, un gruppetto di ragazze italiane, molti tedeschi... ma non abbiamo incontato neanche una famiglia con bambini piccoli come i nostri ( in realta' abbiamo incontrato solo un'altra famiglia, con bambini sui 10 anni).