domenica 19 luglio 2015

Giorno 3: da Hylpen a Herlingen: 36 km

36 km da Hylpen a Herlingen: 36 km di paesaggi mozzafiato, di pecore e mucche ovunque, ma anche di gabbiani e uccelli vari, di vento che sferza la costa di questo mare cosi strano per noi, di pioggia battente e sole nel giro di poche ore.
La pioggia l'avevamo sentita battere sul tetto delle tende nella notte, sperando che ci avrebbe cosi risparmiato durante il giorno. Alla partenza è sottile ma fitta, di quelle che non bagnano. O almeno bagnano poco. Dopo 8 km si trasforma in un vero e proprio acquazzone. Che pero dura almeno un'ora. Troviamo riparo sotto una tettoia. Proprio davanti a un ponte con la chiusa che si alza per far passare le barche. Intrattenimento assicurato per I bambini. Anche perche ce n'era da aspettare, dopo averli cambiati da capo a piedi visto che erano zuppi e di certo la febbre non è nei programmi quando viaggi in bici.
Poi, finalmente, smette. E noi ripartiamo. Il paesaggio è molto bello. Verde tutto intorno, con centinaia e centinaia di mucche e pecore proprio in mezzo a noi (o, forse, siamo noi che siamo in mezzo a loro anche se non sembrano molto disturbate dalla nostra presenza... Diciamo che ci tollerano!).
Per pranzo ci fermiamo a piaam, poco prima di Makkum: un villaggio molto carino, un ristorante molto bello e cibo davvero buono! Poi si va avanti e  incrociando il lungo (35km) ponte sul mare sbagliamo strada e allunghiamo prendendo il ponte. Tocca tornare indietro ma solo dopo una pausa per guardare decine di (wind)surfisti. Qui il vento non manca. Possono testimoniarlo le nostre gambe, provate da un vento che quando è contro ti da' l'impressione di sbattere contro un muro.
Finalmente ritroviamo la strada giusta che ora corre lungo il mare. Il paesaggio è davvero incredibile con gabbiani che pescano sotto i nostri occhi e verso la fine kitesurf ovunque.
Quando ho scelto di passare da qui, per poter raggiungere l'isola di vlieland, non avrei mai immaginato che questo pezzo della Frisia potesse essere cosi bello.
Arrivati a Herlingen, decidiamo di verificare cosa offre booking. Domattina la nave per vlieland parte prestissimo (8.45 ma dobbiamo essere li anche prima) e dopo 3 giorni da vagabondi sentiamo la necessita di un letto, di un bagno caldo e di riorganizzarci un po (anche a casa della pioggia presa oggi e di molto vestiti ancora bagnati).
Troviamo un bell'appartamento in un palazzo antico e molto bello a 3 minuti dal traghetto da prendere domani! Perfetto!
Serata con giretto della graziosa cittadina e poi a nanna: domani ci aspetta la prima delle due isole frisoni che visiteremo!

sabato 18 luglio 2015

Giorno 2: Zuiderseemuseum, nave da Enkhuizen a Stavoren + 11 km in bici

Giornata poco cicloturistica ma avevo letto che lo Zuiderseemuseum meritava. Mi sono fidata, dedicandogli quasi una giornata della nostra vacanza in bici. E ho fatto bene! 
Il museo all'aperto e' una rappresentazione/ricostruzione di un villaggio di pescatori del nord dell'olanda agli inizi del 900. Si possono vedere gli artigiani all'opera, vedere le botteghe, le case, i giochi dell'epoca.
Davvero interessante e allo stesso tempo divertente!
Dopo essere tornati in campeggio a prendere le borse e il carrello siamo andati a prendere la nave.
Attraverso l'Ijsselmeer. Direzione Frisia.
Sono gia le 18 ma decidiamodi provare a fare qualche chilometro. E ne facciamo 11, affascinati da un paesaggio incredibile, pedalando tra le pecore, a pochi metri dal mare.
E'ora di fermarsi e piantare di nuovo le tende per la notte. 
Domani si riparte. 
Ma prima si va a vedere il tramonto sul


mare







venerdì 17 luglio 2015

Nord dell'olanda e isole Frisone. Giorno 1: 41 km

E rieccoci dopo un anno di pausa (da bravi espatriati ogni tanto dobbiamo dedicare le vacanze alle famiglie) in sella alle nostre bici per scoprire nuovi luoghi e per goderci ogni singolo istante di questo viaggiare lento.
Quest'anno - dopo il danubio da Vienna a Budapest, la loira, il lago di Costanza e il reno - saremmo dovuti tornare sul danubio, nel tragitto da Passau a Vienna. Dovevamo fare questa vacanza con degli amici ma visto che loro non potevano piu venire, abbiamo deciso di "ripiegare" su qualcosa di piu vicino.
Nord dell'olanda e isola frisone: questa è la meta delle nostre vacanze di quest'anno.
Stamattina siamo partiti da un bellissimo b&b poco piu a est di Alkmaar con l'obiettivo di arrivare a Enkuizhen. Ed eccoci qui, dopo una giornata bellissime e a tratti anche molto calda. Una giornata caratterizzata soprattutto da un forte fortissimo vento. Un vento che quando ci è stato contro ci ha reso la vita davvero dura.
Abbiamo attraversato I polder con dei paesaggi mozzafiato, abbiamo visitato la deliziosa  Hoorn (con pranzo a base del tipico panino con le aringhe: buono!) ma poi ci siamo diretti a Enkuizhen sulla ciclabile che costeggia la statale e non sull'affascinante ciclabile che domina il mare. Troppo forte il vento, troppo pericoloso coi bimbi.
Il cambio di percorso ci ha fatto guadagnare un bel po di km in meno anche se è stato sicuramente meno affascinante e appagante.
In compenso siamo arrivati a destinations piuttosto presto: pomeriggio in mega piscina con scivolo e giochi e passeggiata serale e cena in paese.
Ora tutti a nanna in tenda... La stanchezza si fa sentire!

sabato 3 agosto 2013

Giorno 8 - Verso casa, nach Hause: Mainz - Dusseldorf (5+4 km ostello/stazione-stazione/casa)

Ultimo risveglio fuori casa, ultima partita a biliardino nell'ostello, prima e ultima ruota bucata da cambiare, ultimo giro per Magonza e poi via sul treno verso casa, ripercorrendo in poche ore la strada conquistata faticosamente, metro dopo metro, pedalata dopo pedalata.
1 giorno in 20 minuti, 7 giorni in poco piu di tre ore.

Non solo una vacanza, non solo un viaggio lento: «In un viaggio lento tutto si riempie di simboli: la salita è penitenza, il bivio è scelta, il rettifilo introspezione. Il ponte è passaggio sicuro sull’acqua, sul pelago dell’incognito» Paolo Rumiz.

Due adulti, tre bambini, quattro biciclette e un carrellino, lungo il fiume, riva destra, riva sinistra, attraverso il fiume coi battelli o sui ponti,  tra campi di grano e vigneti, campi di girasole e prati. Sette giorni e 310 chilometri di pioggia e sole, risate, sbucciature e pianti, musei e racconti, cigni e castelli, isole e uccelli, libertà e leggerezza.
Le bici «sono state macchine da presa, rosario di orazioni, miscelatore di immagini e memorie, fabbrica di pensieri e di sogni straordinari».
Quelle immagini, quelle memorie, quei pensieri e quei sogni che ci accompagneranno fino alla prossima vacanza.

Giorno 7: Bingen - Mainz (Magonza) 46 km

"Terra!", si sentiva urlare dal punto piu alto della  nave quando finalmente si raggiungeva la meta, l'obiettivo del viaggio. Noi invece non abbiamo gioito piu di tanto al nostro arrivo a Mainz (Magonza). Eppure lei, Magonza, ce l'ha messa tutta: tramonto spettacolare sul fiume, allegri e pullulanti beach bar lungo il reno come qui li ho visti solo a berlino, qualche scorcio del centro storico (intravisto dalla pista ciclabile, con promessa di una visita un po' meno veloce domani) davvero grazioso.
Non e' che non eravamo felici di essere arrivati a Mainz in particolare. Eravamo solo forse un po' straniti dal fatto che fosse finita. Perche pedalare tutto il giorno, cambiare posto per dormire ogni notte, ignorare sistematicamente cosa ci sia dietro ogni angolo sono sensazioni strane il primo giorno, a cui pero poi ci si abitua e da cui poi é difficile disabituarsi, tornando alla vita normale. Come in ogni vacanza. Ma questa vacanza, a differenza di molte altre, non prevede che ci sia un viaggio, funzionale alla destinazione da raggiungere, la "terra" avvistata dopo la navigazione. La vacanza e' il viaggio, il percorso, non la destinazione. Mainz, come Koln, Bonn, Bad Honningen, Koblenz, St Goar e come tutti i castelli, le spiagge, gli scorci di questo tratto di Reno.

Tornando al nostro arrivo c'e' da dire che a contribuire allo stranimento generale c'era eravamo di sicuro una certa stanchezza, visto che siamo entrati nell'ostello alle 9 passate.
Oggi pedalata lenta, sempre per via di un caldo incredibile e grosse pause, la piu lunga delle quali ci ha tenuto un buon tre ore a mollo nella bella piscina di Eltville, per la gioia dei bambini, tra scivoli e trampolini.
Questo tratto di Reno torna a essere ampio, come prima di Koblenz, ma forse piu "selvaggio". Uccelli di tanti tipi diversi, cicogne o ovviamente anatre e cigni oggi sono stati avvistati in gran quantita'.
Una bella ultima tappa. E domani si torna indietro. In treno.

venerdì 2 agosto 2013

Giorno 6: St. Goar - Bingen 43 km

Se l'altro ieri e' stata la giornata del vento e ieri dell'acqua, oggi - per rimanere sui cinque elementi - e' stata la volta del fuoco. Non proprio fuoco in senso stretto, intendiamoci, ma oggi il sole bruciava come fuoco sulla nostra pelle e sulle nostre teste (munite di casco, per fortuna) mentre pedalavamo.
Ci sono stati momenti in cui, con 36 gradi e il sole a picco, abbiamo pensato di non farcela ad arrivare a destinazione. Ma alla fine, spendendo un patrimonio in bibite fresche ad ogni kiosk che incontravamo e viaggiando praticamente in costume, siamo riusciti non solo ad arrivare a Bingen ma anche a trascorrere la giornata probabilmente piu bella delle nostre vacanze.
Ma partiamo dal principio, ovvero dalla visita a cio' che e' rimasto del castello Rheinfels, seguita dal passaggio vicino alla rocca di Lorely, dove una leggenda racconta di navi schiantate contro una rupe perché attratti dal canto di una fanciulla (dov'e' che l'ho gia sentita 'sta storia? ;-) ) e il passaggio attraverso i deliziosi paesini di Oberwesel e di Bacharach. In mezzo anche la visita a un altro castello, quello di Pfalzgrafenstein, situato in mezzo al fiume. Le bellezze viste nella giornata di oggi valgono da sole il viaggio. Il fiume (e con lui la ciclabile) passano nei pressi di una serie inimmaginabile di castelli. E il viaggio, con la testa in su a distinguere i castelli sulle colline,  diventa una scoperta e una meraviglia continua.
Alle sette passate siamo finalmente arrivati a Bingen. Ostello bellissimo e nuovissimo con vista incredibile sul fiume e serata in un parco pubblico eccezionale con "palestra" gratis (attrezzi di metallo degni dei migliori centri fitness), partita di scacchi sotto il cielo e tanto altro. Se a Dusseldorf mi mettessero un posto cosi e il wasserspielplatz di koblenz, sarebbe ufficialmente la mia citta ideale dove vivere.
Domani ci aspetta l'ultima tappa: pedaleremo fino a Mainz (Magonza).
Ma, come, é già finita???
:-(